Stai cercando un libro che parla di Ilizarov, ma trovi solo testi medici? Ho cercato a lungo libri che parlano di Ilizarov, senza risultato e così l’ho scritto io.
Volevo essere una sirena è in pre-ordine su Bookabook!
Il mio primo libro sussurra una verità: la vera bellezza inizia dove iniziamo a vedere le nostre imperfezioni come caratteristiche di unicità.
La mia storia inizia in una stanza d’ospedale dai muri sbiaditi, l’odore pungente del disinfettante che si mescola alle lacrime silenziose di una ragazza di ventidue anni, mia madre.
Ho ripercorso tutto, facendo appello alla mia memoria, a quella dei miei genitori. Ho rimesso insieme le tessere del puzzle attraverso le fotografie e si, anche le radiografie, nonché le note su un vecchio quaderno dalla copertina gialla.
Ed è così che i ricordi sono diventati parole, ed il mio manoscritto, un libro che parla di Ilizarov, ma non solo.
Si intitola Volevo essere una sirena, ed è molto più di un’autobiografia: è un manifesto di autoaccettazione, un sentiero polveroso, ma vero: dedicato a chiunque si sia sentito almeno una volta fuori posto.

Perché Volevo essere una sirena
Il titolo Volevo essere una sirena evoca una potente metafora di trasformazione e libertà. Molti mi chiedono come nasce questa immagine e quale sia stato il momento di svolta in cui ho deciso di far uscire la mia storia personale dai corridoi dell’ospedale per affidarla alle pagine di un libro.
Tutto comincia nel 1989, quando esce al cinema il celebre cartone animato di Walt Disney, La Sirenetta. Io avevo sette anni e ne rimasi immediatamente affascinata.
Ariel poteva nuotare leggera negli abissi marini, sempre perfettamente pettinata e truccata, eppure desiderava ardentemente avere due gambe bellissime.
Così tanto che sarebbe stata disposta a cedere la sua voce meravigliosa in cambio della possibilità di vivere sulla terra, di camminare, di correre, di stare in piedi.
Io partivo teoricamente “avvantaggiata” perché due gambe le avevo, ma paradossalmente, nei momenti di sconforto più acuto, avrei dato qualunque cosa per possedere una bellissima pinna!
Forse perché, come Ariel, pensavo che con il “corpo giusto” tutto sarebbe stato più semplice, che sarei stata più felice.
Ma con il tempo ho capito che la bellezza non è una questione di conformità o di canoni estetici imposti dagli altri, ma di come ci sentiamo nel nostro corpo, accogliendo ogni singola imperfezione.
Per anni ho tenuto la mia storia chiusa lì, come un segreto ingombrante da nascondere per non pesare sugli altri. Il momento di svolta è arrivato quando ho realizzato che quel dolore non era una colpa da scontare in silenzio.
Soprattutto ho sentito quanto condividere la mia storia potesse essere una carezza per tante persone là fuori.
Ho capito che nascondere le proprie battaglie significa rinnegare una parte profonda di sé. Mettere tutto su carta invece è stato il modo più onesto, viscerale e liberatorio che ho trovato per liberarmi dell’armatura e dire al mondo: eccomi, questa sono io, con tutte le mie cicatrici.
Perchè scrivere un libro che parla di Ilizarov
ll mio percorso dimostra che la disabilità non è un errore da nascondere sotto il tappeto.
Nei miei primi anni di vita, le scarpe ortopediche con il rialzo e i tentativi di mimetizzare la dismetria sono stati l’emblema degli sguardi incuriositi o pietosi della gente. Temevo il giudizio, l’invisibilità, l’angosciante sensazione di non essere mai “abbastanza”, di essere semplicemente diversa.
Ogni passo era una prova di forza. E poi c’era lui, il temuto e imprescindibile apparato di Ilizarov: quel fissatore esterno fatto di anelli d’acciaio, ferri, dadi da girare, notti insonni passate sul divano verde della sala e medicazioni fastidiose che da bambina odiavo con tutta me stessa.
Eppure, in mezzo a quel ferro che stringeva le ossa, c’era una bambina che voleva giocare, che rideva con la Maestra Clara nella saletta dell’ospedale di Lecco, che sognava di fare la cameriera o che ascoltava la musica a tutto volume con il walkman.
La svolta vera è arrivata quando ho smesso di cercare la perfezione impossibile e ho iniziato a guardarmi con occhi radicalmente nuovi.
La condivisione sui social media e la nascita del mio blog, sono state la chiave di volta di questo percorso di liberazione.
Aprirmi agli altri, spogliarmi delle difese e raccontare la verità senza filtri mi ha restituito la dignità e la libertà di esistere. Ho capito che le crepe non sono difetti da occultare, ma esattamente i punti da cui filtra e si irradia la luce.
Quello che per anni ho considerato il mio limite più grande si è trasformato nel mio più autentico superpotere.
Chi dovrebbe leggere Volevo essere una sirena
Viviamo in una società profondamente ossessionata da canoni estetici irraggiungibili, filtrati e patinati, dove chi affronta una disabilità corre costantemente il rischio di sentirsi invisibile, trasparente, non conforme agli standard.
Con Volevo essere una sirena desidero trasmettere un messaggio di forza incrollabile e di profonda autoaccettazione. Vorrei arrivare dritta al cuore di chi si sente inadeguato, ma soprattutto vorrei stringere in un abbraccio ideale le famiglie e i genitori che stanno affrontando oggi lo stesso identico percorso che i miei genitori, mamma Liù e papà Salvatore, hanno vissuto con coraggio nel 1982.
Voglio dire loro che non esiste un corpo perfetto in assoluto: esiste unicamente il nostro corpo, con la sua storia unica, irripetibile, fatta di battaglie vinte e ferite rimarginate. La vera bellezza non risiede mai nell’essere conformi a uno stampino industriale, ma nel faticoso e bellissimo coraggio di accogliersi esattamente per ciò che si è, trovando la forza proprio in quelle caratteristiche che il mondo superficiale etichetta come “difetti”.
Perché il tuo pre-ordine su Bookabook è fondamentale
Questo libro non è semplicemente un racconto: è una vera e propria bussola, una guida emotiva per chiunque debba fare pace con i propri limiti, elaborare le proprie paure e ritrovare il diritto sacrosanto di sentirsi intero.
Per dare vita a tutto questo e farlo uscire dal perimetro digitale del web, ho scelto di affidarmi a bookabook, una casa editrice innovativa che si basa sul crowdfunding (la prevendita).
Perché ogni lettore dovrebbe acquistare e pre-ordinare subito la propria copia? Perché chi acquista non sta semplicemente comprando un libro, ma sta diventando parte attiva di un sogno collettivo e di un progetto di riscatto sociale.
Il meccanismo di Bookabook
Il meccanismo di Bookabook è chiaro e trasparente:
- La campagna di prevendita: il libro parte ufficialmente in campagna di pre-ordine. Per poter essere stampato, validato dalla redazione e distribuito fisicamente nelle librerie di tutta Italia, il libro deve raggiungere un obiettivo fondamentale: almeno 200 copie pre-ordinate entro 100 giorni;
- Il valore del tuo supporto: senza l’aiuto della community, dei lettori e di chi crede in questo messaggio, questo traguardo è impossibile da raggiungere da sola. Ogni singola copia prenotata rappresenta un mattone fondamentale per costruire questo sogno collettivo;
- Garanzia totale e zero rischi: è un sistema sicuro al 100%. Se la campagna raggiungerà il suo traguardo, riceverai la tua copia (o le tue copie) direttamente a casa tua non appena il libro sarà stampato. Qualora invece, contro ogni previsione, il libro non dovesse raggiungere l’obiettivo minimo stabilito, riceverai un rimborso completo e automatico dell’importo versato, senza alcuna perdita.
Sostenere questo progetto significa portare sugli scaffali delle librerie italiane in questo 2026 un messaggio di profonda inclusione, autenticità e speranza, smontando i tabù legati alla disabilità e alla percezione del corpo imperfetto.
Come preordinare Volevo essere una sirena
Se vuoi salire a bordo di questo viaggio straordinario, se credi che le storie vere abbiano il potere di cambiare lo sguardo sul mondo e se vuoi aiutarmi a far arrivare questa voce lontano, puoi preordinare la tua copia direttamente sulla pagina ufficiale della campagna su Bookabook (link attivo e pronto per sostenere l’uscita).
E per non perderci di vista, per continuare a camminare insieme anche dopo aver chiuso l’ultima pagina del libro, mi trovi sul mio blog personale www.lalauretta.it e sulla mia pagina Instagram @volevoessereunasirena, dove condivido pensieri e frammenti di vita quotidiana.
